giovedì 23 maggio 2013

Capitolo 2 Confusione




Sono immortale.
Come Dio.
Potente, come Dio.
Forte, come Dio.
Non posso mangiare?
Non importa. Non ho fame in questo momento.
Ho solo sete. Qualcosa da bere che non mi faccia schifo la troverò.
Posso saltare e correre per ore.
Non mi stanco.
E' inebriante.
E questo profumo che sento sempre più vicino, cos'è? 
Non l'ho mai sentito prima.
Di falcata in falcata vedo sempre meno alberi e sempre più case. 
Il profumo diventa irresistibile. La sete pure.

C'è un torrente, lo sento già da un po'. Acqua che scroscia, sciaborda, sbatte.
E una voce che canta.
Dolce, femminile.
Che suono! E che profumo!
Potrò bere l'acqua del fiume?
E sentire meglio questo canto e questo profumo?
Mi avvicino.
Sempre più, ma restando nascosto tra gli alberi…
Chissà che aspetto ho ora.
Magari spavento la voce che canta... Deve essere una musa. O una ninfa che abita il fiume.

Mi avvicino cauto, rimanendo nascosto dietro il canneto che costeggia il fiume.
Mi sporgo sullo specchio d'acqua per scrutarmi. In questo punto c'è una larga pozza limpida dove vedo anche passare alcuni pesci.
E resto ipnotizzato.

Cazzo.
Sono bellissimo.
I capelli sono più lunghi, morbidi, hanno delle sfumature al sole che non avevano. Ramate, dorate.
Mi piaccio. Moltissimo.
Mi chino ancora, per guardarmi meglio. Anche gli occhi saranno più luminosi?
Sono un fottuto pavone che potrebbe fare una bella ruota per attirare le femmine. 
E invece no.
No?
No un fottuto cazzo in culo. Io la voglio una donna.
Tipo questa bella ninfa che canta.
Zeus seduceva le ninfe, no? Beh, ci provo anche io.
Allungo la mano per toccare l'acqua, rimanendo estasiato per un attimo a guardare la mia pelle. Brilla come fosse tempestata di piccoli luminosissimi diamanti.
Figa questa cosa. 
Sono mica re Mida che trasforma tutto in oro?
Infilo la mano nell'acqua e non sento niente. Non il freddo, non il bagnato.
Tocco un sasso. Resta tale.
Che delusione.
Spavento solo tutti i pesci, che fuggono terrorizzati.
Fin qui niente di insolito. Li spaventavo pure prima.
Mio padre non mi voleva mai a pescare con lui. 
Diceva che facevo scappare il pranzo.
Il fatto è che non riuscivo a stare fermo. 
Mi veniva prurito ovunque. E voglia di ridere.
E di starnutire. O di tossire. O di cantare.
Era un tale noia!
Adesso invece mi accorgo che potrei stare immobile per ore.
Provo.

Sfilo scarpe e calze e infilo i piedi luminescenti nell'acqua.
Annuso le calze, ma non sento nessun odore. 
Strano. Prima sarei potuto svenire.
Ai mostri non puzzano i piedi. Se ne imparano sempre di nuove.

Dopo poco i pesci cominciano a nuotarmi intorno, mi sfiorano i piedi con le loro pinnette leggere.
Potrei catturarli con le mani?
Ci provo.
E mentre penso di provare a catturarne uno, noto un movimento fulmineo nell'acqua e due pesci finiscono stritolati con le budella di fuori che mi scivolano dalle dita.
Che schifo.
Sono troppo veloce e forse stringo troppo.
Dovrò affinare i miei nuovi talenti.
E tendo anche a distrarmi troppo. 
-Adolescenti…- diceva mio padre, con aria compassionevole.
Dov'è finita la ninfa che cantava?

Alzo appena gli occhi e noto un cervo. Si sta abbeverando.
Beato lui.
L'odore dell'acqua non mi attrae proprio.
Istintivamente, mi muovo come prima, mentre sto ancora pensando di provare a prendere questo cervo.
E cazzo, lo catturo.
Ho una velocità impressionante.
Potrei partecipare a qualche gara della scuola. Vincerei tutti quegli stronzi che mi prendevano per il culo.
Mi chiamavate "Tarta". Il mio culo. Chiamatemici ora.

E mentre sto ancora pensando, faccio una cosa assurda, che non mi spiego.
Affondo i denti nel collo della povera bestia e succhio il suo sangue.
Succhio e sento il calore invadermi la gola e le viscere.
Dovrebbe farmi schifo, sto bevendo il sangue di un animale. Vivo. Caldo.
E non mi fa schifo per niente.
Anzi, ha quasi un buon gusto.
Come di vino, anche se annacquato.
Come di birra, magari un po' sgasata.

Continuo a succhiare. Avidamente. Non riesco a smettere.
Poi sento il rumore della cannuccia quando pesca aria nel bicchiere.
Non ce n'è più.
Ho bevuto tutto il sangue di un cervo?
Lascio andare di colpo la carcassa del povero animale, morto, svuotato.
E mi prendo la testa tra le mani.

Non è possibile.
Sono un mostro sul serio.
Aveva ragione… Come si chiamava l'uomo che mi ha salvato? Il dottor… 
Devo trovarti.
Devo tornare indietro.
Devi dirmi cosa devo fare.
Non mi piace questo mio pensare ed aver già fatto.
Non sono io.
Qualcuno decide al posto mio.
Devo chiederti chi è.
Il mostro?
E io chi sono?
Sono io e il mostro contemporaneamente?

Non voglio essere un mostro.
Voglio essere un ragazzo. Come prima.
Voglio che mi puzzino i piedi.
Voglio che mi chiamino Tarta.
Voglio sentire freddo e caldo.
E voglio mangiare una bistecca.
E voglio una donna.

Riprendo a correre, tornando indietro. Con le mani chiudo le orecchie.
Non voglio sentire il canto della ninfa, se mai dovesse ricominciare a cantare.
E se svuotassi anche lei?
Dio, no. Dio, ti prego.
Voglio morire.

Ma le narici sentono l'odore.
Quel buonissimo odore. E mi distraggono. Di nuovo.
Giro su me stesso.
Poi sento l'eco dei miei passi.

-Cosa vuoi?

E' inutile che mi chiedi di fermarmi.
Levati dai piedi piuttosto!
Non ti ho chiesto di salvarmi.
Non ti ho chiesto di seguirmi.
Non ti ho chiesto aiuto, né consiglio.

Non berrò via la vita dalla ninfa. E' immortale come me.
Che ne sai che è umana?
Che ne sai che la stritolerò come quei pesci?

Un passo ancora.
Ancora uno.
Poi la vedo.

Non è una ninfa.
E' una donna.
Sta lavando i panni lungo il fiume, mentre canta.
Ma si blocca immediatamente appena mi vede.
Sembra spaventata. Anzi, terrorizzata.

Non è una ninfa.
Non è bella.
Non è giovane.
E scappa via come avesse visto un demone a tre teste.

-Ma perché se io sono bellissimo?

Mi dici di guardarmi.
E infatti sono…
Cazzo! Tutto lordo del sangue del cervo.
Spaventerei pure Mefistofele.
E l'odore buonissimo che sentivo si allontana, fugge via insieme alla voce ora urlante e a quella donna.

-L'odore che sento è… odore di sangue umano?

Quindi dovrò stare alla larga da ogni uomo, donna, amico, familiare, per tutto il resto della mia… Per timore, anzi certezza di bermeli tutti?
Non resisto. Nemmeno un minuto di più.
Sferro un pugno devastante contro il volto di questo maledetto non-uomo che mi ha salvato.

-Vaffanculo!- grido.

Lo guardo volare in aria, oltre gli alberi, e atterrare oltre venti metri da dove sono io.
Mi dispiace.
Non di averlo colpito.
Mi dispiace che il suo volto non sanguini.
Che la mia mano non sanguini.
Di non provare dolore.
Rimorso.
Nulla.
Solo un vuoto infinito. Che mi atterrisce.
Mi accascio a terra, arrotolato su me stesso.
E piango senza lacrime l'orrore di me stesso.

11 commenti:

  1. Amòòòò non mi aspettavo tutto questo vissuto angst!!! Però è giusto così, alla fine non può che essere un confusissimo incubo all'inizio! Bacio!

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  2. Mi piace un sacco questa storia, potrebbe essere davvero la versione di Edward appena trasformato. Ce lo vedrei benissimo ad avere queste reazioni, magari non tutti i pensieri, ma come lo descrivi tu è molto più realistico del mite giovanotto, dolce e pacato che conosciamo tutti e infinitamente più affascinante anche se non rende l'idea ma non so quanto mi posso spingere coi commenti ahahahahah.
    Spero che l'ispirazione continui a guidarti sovrana per poter leggere presto un nuovo capitolo.
    Bacio

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  3. Accidenti....che dolore....che sofferenza per questo giovane uomo ... Che uomo più non è!!!
    Mi fa impazzire il dialogo con il suo creatore
    E questo giovane vampiro....è così reale....ancora così adolescente...
    Come sempre un'altra storia che spiazza e da amare subito
    Un Bacio
    Jusy

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  4. Magnifico. La sig.ra Meyer non ci ha mai dato i particolari banali, quelli quotidiani che però sono quelli veramente importanti perché è di quelli che si sostanzia la nostra vita. In fondo ci mostri le reazioni di un adolescente tipo alle prese con un corpo che cambia rapidissimamente e a cui non riesce ad abituarsi, il tutto moltiplicato per 1000. Sono così teneri i ragazzi che non si capacitano del fatto di andare a sbattere perché hanno preso male le misure, o di avere improvvisamente gambe e braccia lunghissime di cui non sanno bene che cosa fare. Hai esteso una categoria psicologica a fenomeni molto più sconvolgenti. Non solo. Siamo abituati a un Edward centenario, riflessivo, controllato, pacato ed equanime, ma Edward era un ragazzo, cazzone come tutti gli adolescenti, desideroso di smarcarsi dalla figura paterna, di scoprire anche il misterioso e affascinante universo femminile. Ce lo vedo proprio il giovane Edward incazzato nero con questo padre preso in prestito che non può ridargli la sua vecchia e spensierata vita umana e che in compenso vorrebbe imporgli delle regole anche in quella vampiresca. Brava brava.

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  5. Siamo abituate troppo all'Edward gentiluomo e razionale della Meyer... un'adolescente all'apparenza perfetto che però è fin troppo controllato...
    Non che non mi piaccia... amo Edward!
    Ma a volte il suo personaggio mi sembra irreale... è solitario e introverso come un quasi tutti gli adolescenti (io lo ero XD) ma cerca di nascondere la sua natura vampiresca... cerca sempre di mantenere il controllo anche quando non ci riuscirebbe...

    Ecco perché amo Edward in versione dark...
    Perché rappresenta al meglio la figura del vampiro... è perfetto, affascinante e sa di esserlo... un vampiro che cede all'istinto...
    Questo Edward in particolare è ancora un adolescente che ha avuto le sue esperienze a cui ancora non vuole rinunciare...
    Motivo per cui già odia questa vita...
    Non può bersi gli umani o stare a contatto con loro e non può provare dolore... è un non-uomo appunto!
    E' una vita che non ha chiesto...
    Chissà se ci farà l'abitudine...

    Un bacione enorme e a prestooooo :D!!
    :*******************************************************

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  6. Ecco!Cavolo glielo devi mandare alla Meyer,questo è un vero vampiro,tra l'altro appena trasformato e per di più da ragazzo!L'Edward che ha scritto lei in confronto era imbalsamato,che vuoi pretendere da uno che a 100 e passa anni si emoziona per una ragazzina di 17 totalmente insignificante!Io lo dico da sempre voi autrici di ff scrivete molto meglio delle autrici famose.Dracula in persona ti stringerebbe la mano.Epoi non manca nemmeno quel pizzico di comicità in sottofondo che rende il tutto ancora più gradevole.Bravissima tesò,bacio.

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  7. Ma sai che questo tipo di Edward POV è sorprendente?!?!
    Grandiosa Cri!! mi piace, è particolare, strano, diverso dall' Edward che abbiamo conosciuto in TW ... sono molto curiosa di vedere cosa la tua fantastica mente produrrà.... bacio

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  8. Meravigliosa...assolutamente meravigliosa questa trasposizione dell'anima di un adolescente appena trasformato in vampiro immortale, un mix di angoscia e pensieri ingenuamente spassosi che sanno di reale, di vissuto. L'Edward che abbiamo conosciuto nei libri, pur mantenendo l'aspetto di un ragazzo, sicuramente nell'animo non lo era ormai da tanto e in più era annoiato dalla sua esistenza priva di luce e speranza, invece l'Edward appena trasformato doveva essere così come lo descrivi tu, irruento, sempre in movimento, ansioso di conoscere e capire il suo nuovo io e, allo stesso tempo, bramoso di vita ed esperienze umane. Sei bravissima nel descrivere gli stati d'animo di un adolescente, sicuramente ti aiuta anche la tua esperienza di mamma, ma hai una sensibilità particolare che va aldilà di questo...sono ancora più curiosa di vedere dove ci condurrai con questa storia!!!

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  9. Ma è stupendo! Il risveglio di Edward non lo aveva raccontato ancora nessuno con questa intensità di narrazione. L'unica cosa è che mi manca una tua introduzione alla storia, per capire di cosa si tratterà... l'hai fatto in altra sede? Non me ne sono accorta.
    Bacioni,
    Teresa

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  10. bella bellissima ff! decisamente nuova! brava!!!

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